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Simili a una macchina gigantesca

Collegata a questo argomento, in un settore particolarissimo e di grande rilievo culturale, si è determinata una vera e propria tendenza al riuso dei manufatti industriali, che coinvolge da un lato la dimensione produttiva nella sua struttura di base, dall'altro la dimensione artistica nel suo aspetto più tangibile e popolare, quello museale.
Non si tratta solo di una differenza di dimensioni, per cui la Tate è obiettivamente molto più grande della Montemartini, ma anche di un destino all'origine diverso, l'ex-centrale inglese trasformata per ospitare straripanti collezioni e mostre temporanee di livello internazionale, l'ex-centrale italiana per esibire più se stessa che le opere antiche che vi erano state collocate in via dapprima provvisoria e poi definitiva.
La Tate Collection è composta da decine di migliaia di opere e l'edificio di Millbank in cui risiedeva ne poteva esporre una ridotta percentuale; oggi la Tate Modern, di cui già si prevede un ingrandimento, ha aggiunto varie migliaia di metri quadrati alla superficie complessiva delle sedi in cui la collezione Tate è stata suddivisa.
Ecco allora che nella Montemartini le immense turbine, i macchinari, la caldaie, i ponti, le travature ci sono ancora e allacciano un dialogo imprevedibilmente amichevole e costruttivo con i marmi antichi, sapientemente collocati dagli allestitori, mentre nella Tate la sala delle turbine è stata svuotata, una navata sterminata in altezza e lunghezza, decorata soltanto dai nuovi bizzarri cilindri metallici che scendono dalle balconate laterali, fantasiosi e fantastici scivoli per i visitatori più giovani.

Fonte: http://www.apogeonline.com/webzine/2007/03/01/01/200703010101

April 25, 2009 - Posted by tocoza | Uncategorized | | No Comments Yet

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